Prati di Tivo? Chi ben comincia...

25.06.2014 11:34


Molti mi hanno chiesto notizie del nuovo bike park, erede di Pratoselva che costituiva un vero riferimento del centro Italia, non potevamo mancare certo alla giornata inaugurale, una bella festa con birra e cibo gratuiti a volontà ed eccomi quindi a scrivere le impressioni avute su questo interessante parco giochi.

 

Il POSTO

 

Raggiungere Prati di Tivo richiede una certa motivazione, come molti dei bike park del resto, non si trovano ovviamente al centro di grandi città ma richiedono un certo tempo da passare su strade di montagna, se venite da Roma potete scegliere di uscire a L'aquila ovest, proseguire per la statale del gran sasso verso il passo delle Capannelle e scendere in direzione Montorio fino al bivio sulla destra che indica Prati di Tivo dove una stradina di montagna vi condurrà direttamente sul posto; personalmente preferisco superare il traforo del Gran Sasso, uscire a Colledara e poi prendere per Montorio, superarlo in direzione L'aquila e arrivare sempre al bivio per Prati di Tivo.

Una volta sul posto si viene ripagati immediatamente del tempo speso in viaggio, il panorama sul Gran Sasso è mozzafiato, sicuramente più coinvolgente del già bellissimo Prato Selva. La montagna sullo sfondo ha un non so che di dolomitico, la neve è ancora abbondante sulle cime e i biker incontrano anche snowboarder e scialpinisti che proseguono su dove noi iniziamo a scendere. 

 

IL BIKE PARK

 

Scaricate le bici ci prende la frenesia della discesa, il costo dei pass è ragionevole, optiamo per la mezza giornata a 16 euro data l'ora tarda, ci fiondiamo sulla velocissima cabinovia non senza aver prima addentato due succulenti megapanini saltapranzo nel bar-ristorante del parco. Qui il primo impatto positivo: la cabinovia viaggia come si deve, nulla a che vedere con la vecchia seggiovia di Pratoselva che impiegava mezz'ora per risalita, in pochi minuti questo missile ci porta da 1450 a ben 2007mt comodamente seduti al coperto e senza i vecchi ganci che potevano danneggiare l'idraulica delle forcelle quando la bici era appesa per la ruota anteriore.

 

Arrivati in cima le porte si aprono, la temperatura è circa 6 gradi inferiore, la sensazione di fresco piacevole in piena estate ci esalta e favorisce il clima di fiducia sul posto. Ci buttiamo a capofitto nella prima parte del tracciato, comune a tutte le piste si snoda su uno spazio molto aperto, un sentiero in perfetto stile freeride, "calcareo" ma poco pendente, da affrontare in velocità tenendo le mani leggere e facendo lavorare le sospensioni. Seguendo il fettucciato a destra ci si trova sulle piste più pendenti, procedendo lungo il sentiero verso il rifugio invece attraversiamo velocissimi un pratone spettacolare prima di infilarci dentro il bosco.

Prima di entrare nel bosco l'anima vera del Bike Park si mostra in tutta la sua naturale bellezza. Il sentiero è naturale e presenta  una chiara vocazione "freeride". Sembra di scendere per i sentieri della Majella, i preferiti dai biker abruzzesi, un turbinio di tornanti e pezzi dritti creano continui cambi di velocità che uniti alle giuste pendenze portano un ritmo vario e divertente al percorso.  

Nel bosco dove il tracciato si snoda per il 70% la musica cambia, il terreno da arido e calcareo diventa terriccio che consente di creare sponde e raccordature ben realizzate, seppur desiderose di piccoli ritocchi. Nonostante le piste "acerbe" praticamente vergini del giorno di apertura, il fondo mostra tutto il suo flow dopo i primi passaggi e complici le pendenze, le bici prendono subito la giusta velocità non appena si molla il freno. Ogni pista prevede numerose varianti, i segnali che le indicano sono tutti dello stesso colore per cui non è facile distinguerle, ma hanno la comune caratteristica di avere grossomodo lo stesso livello di difficoltà che definirei medio e riportano negli stessi tratti finali. La goduria del ritmo nel bosco non mi ha lasciato nemmeno il tempo di scattare qualche foto, il percorso è comunque anche qui piuttosto "freeride", il terreno tiene bene ma attenzione in presenza di giornate piovose perchè l'effetto saponetta in alcuni passaggi è inevitabile.

In futuro si pensa alla realizzazione di salti e strutture che per adesso sono assenti, il grosso del lavoro è stato fatto nei lunghi tracciati nel bosco che hanno richiesto non poche energie ripagate da grande soddisfazione.

 

IL VERDETTO

 

E' un park che ha un fascino tutto suo, è adatto anche enduristi e freerider oltre che alle bici da DH vere regine della pista, mi ci son trovato bene sia io che la mia compagna, per cui lo ritengo divertente sia per il principiante, che non sia magari proprio agli inizi, sia per il biker di livello medio alto. Ricordate che se volete saltare, oltre che affinare la tecnica, questo park per adesso non fa per voi. La location offre anche un parco avventura per i bambini e ragazzi, è piacevole anche sostare alla base della funivia dove le strutture ricettive offrono molto ed è consigliabile sfruttare il tempo anche per interessanti passeggiate nei boschi, particolarmente ricchi di acqua che crea numerosi ruscelli suggestivi in ambienti incontaminati. La seggiovia è aperta anche tutti i giorni feriali e questo farà si che mi troverete spesso a scorrazzare su e giù per la montagna sfruttando appieno le comodità di una struttura ben fatta in una location incantevole.

 

Ride Free